Ho compreso, colmato di carezze il silenzio

Ho compreso, colmato di carezze il silenzio,
ho trasportato il suo acume dalla tua carità alle mie orecchie,
per non ricusare, oppormi alla tua quiete.
Mi hai portata nella tua mancanza di suono,
nel non dire, tra le pause della tua voce
e mi hai accompagnata fino all’assenza totale dei rumori.
Ho capito l’astensione del parlare,
la muta esistenza del corpo.
Mi hai dato in mano il suo accordo all’abbandono
delle richieste, dei tuoi desideri.
Mi hai consegnato tutto nella tua privazione
e senza rimpianto e senza nostalgia da un giorno all’altro
non hai più detto, non hai proferito, non risposto, non hai capito.
E da lì, dal tuo tempo distante, coerente luogo il tuo,
non hai cambiato silenzio, non lo hai più tradito.

Roberta Dapunt, da Le beatitudini della malattia, Einaudi, 2013

33

Pandora, sei approdata a questa età sacra con un messaggio che ti sussurrava: sii calma, sii serena. Ti sei chiesta a lungo chi ti avvesse inviato quella busta bianca, senza nome.

Ero io.

Sai che devi navigare a tempo, seguire i flussi, osservare l’acqua senza anticiparla, come un cigno. Tutto quello che ti serve ce l’hai già. Non è nel superare le prove la vita, ma nell’esserne all’altezza.

Hai passato tanto tempo da sola. Spesso ti sei fustigata, come Santa Caterina con il suo giovane corpo, pensando che le cose e le persone ti fossero sfuggite perché non avevi saputo serrare sufficientemente il pugno e tenerle strette.

Ma le persone non sono biglie, non sono sassolini né rena che sfugge attraverso le dita. Lo sai, oggi, che chi vuole rimanere rimane sempre, senza ragioni.

CI00178 ARTIST SIGNED ILLUSTRATORE CHIOSTRI PIERROT E CIGNO VG 1928 |  Illustrazioni, Artisti, Cigno

Solo una cosa

Sólo una cosa habrá en común alguna vez,
tu llanto cuando leas esto
y el mío ahora que lo escribo.

Julio Cortázar

*Solo una cosa resterá in comune prima o poi,
il tuo pianto quando leggerai questo
e il mio adesso che lo scrivo.*

Primo maggio sepolto

Mariano il 29 giugno 1916

 

Vi arriva il poeta

e poi torna alla luce con i suoi canti

e li disperde.

 

Di questa poesia

mi resta

quel nulla

d’inesauribile segreto.

(G. Ungaretti, Il porto sepolto)

Ogni primo maggio dovrebbe scomparire dai miei calendari.

Ti tengo in braccio

Dis tu l’as vue mon ombre ?
Et sais-tu qui je suis?
J’ai libéré des formes
Et tu suis leur sillage
Allez , lâche tout maintenant
Rien ne s’accroche aux parois
J’encorne les nuages , c’est plus haut
Tu sais bien
J’ai l’art et la manière
Et toi tu tournes en rond
Aux confins de la sphère
Tiens-toi donc au balcon
Petit homme obstiné
Tu me verras de loin
Tu sentiras mon souffle…

One

XII

Nella punta di questa matita
c’è il tuo destino, vedi, nella punta
aguzza e fragile che scrive sul foglio
l’ombra di ogni fase e scrive
le mura cieche, l’attenuante e il soliloquio
il tuo destino è proprio qui, in questo
immobile trasloco, in questo impercettibile
sorriso che un uomo offre
al mondo prima di sparire.

(Milo De Angelis)